Storia

Storia di Parigi


Una città gallo-romana e l’inizio del Medioevo

Parigi nasce come un villaggio di pescatori celtici. La tribù dei Parisi s’installa nel III secolo a.C. nell’l'Ìle de la Cité, la fortificò e la chiamò Lutetia. Nel 52 a.C. Lutetia cadde nelle mani di Giulio Cesare ed i romani la rinominarono “città dei Parisi”. La città si fortificò e si estese sempre di più sulla riva sinistra della Senna.

Il cristianesimo fu introdotto da Saint Denis, primo vescovo di Parigi, che fu decapitato dai romani nel 280. La leggenda narra che lui abbia camminato trasportando la sua stessa testa fino alla Basilica di Saint-Denis.

Nel 483 Clovis si appropriò di Parigi e ne fece la capitale del regno dei Franchi. Negli anni a seguire tuttavia la città fu trascurata dagli ultimi re Merovingi e ebbe un forte declino soprattutto sotto la dinastia dei Carolingi, in cui Carlo Magno scelse Aix-la-Chapelle come capitale. Gli abitanti abbandonarono la riva sinistra della Senna, dove restarono solo degli edifici religiosi tra cui l’abbazia di Saint-Germain-des-Prés. Nel IX secolo i Normanni invasero più volte la regione che fu sottomessa ai vichinghi fino all’ 885.

Nell’861 Parigi era parte del patrimonio dei Capetingi, che ascesero al trono di Francia con Hugues Capet. Inizialmente la città fu la capitale di un piccolissimo regno che i Capetingi si sforzarono di ampliare. Tra l’XI ed il XII secolo la città conobbe un nuovo slancio commerciale ed urbano. Essa riprese dunque la sua espansione sulle due rive del fiume, in particolare sulla riva destra. Nel XII secolo Philippe Auguste creò il mercato delle Halles e fece costruire delle mura fortificate tutte intorno alla fortezza del Louvre. Per più di sette secoli Parigi rimane una città fortificata, spiegazione del fatto che oggi ci ritroviamo di fronte ad una città circolare.

 

Parigi nel Medioevo

Con più di 80 000 abitanti nel XIII secolo Parigi diventa la città cristiana più grande d’Europa, ma nel XIV secolo arrivarono i tempi bui: la popolazione moriva di fame e la peste divampò; la guerra di cent’anni tra Francia e l’Inghilterra trasformò poi Parigi nella culla dell’agitazione.

Nel 1420 Parigi è assediata dagli inglesi e cade completamente sotto il loro controllo fino al 1436. Pace e prosperità tornano sulla capitale nella seconda metà del XV secolo in un regno nuovamente unito.

 

Parigi durante il Rinascimento e la monarchia assoluta

Nel XVI secolo Parigi conosce un nuovo slancio grazie a Valois François. Egli fece abbattere il vecchio Louvre e lo trasformò in un palazzo rinascimentale. Inoltre fece costruire la chiesa Saint-Eustache e l'Hôtel de Ville (il municipio). Aperta alle nuove idee del Rinascimento Parigi vive una grande crescita intellettuale grazie allo sviluppo della stampa e al lavoro di numerosi poeti e intellettuali umanisti. Ma ardentemente cattolica, Parigi rimane ostile alla riforma: le passioni religiose dividono la città, a partire dal 1534, tra cattolici e protestanti. Dopo il massacrò degli Ugonotti a Saint-Barthélemy nel 1572,  il popolo si schierò dal lato cattolico ed annunciò l’assassinio del suo capo, il Duca Enrico di Guisa nel 1588. Il re Enrico III venne in seguito nominato re.

Nel corso degli anni Parigi non cessò di crescere e di diventare più bella. Con 500 000 abitanti, Parigi restava il centro nevralgico intellettuale. La sede del governo restò a Versailles fino alla fine dell’Antico Regime. Questo contribuì fortemente a rendere la monarchia estranea alle evoluzioni del suo popolo.

 

Il XVII secolo e la Rivoluzione

Nel XVIII secolo Parigi divenne il fulcro delle idee filosofiche » illuminate » : nei saloni, nelle sale da caffè si parlava con passione di eguaglianza, si libertà e della sovranità nazionale. Dei nuovi ed importanti edifici come la Scuola militare, il Pantheon e la chiesa di Saint-Sulpice furono costruite.

La rivoluzione prese il sopravvento e Parigi diventò il teatro della maggior parte degli eventi rivoluzionari. La coccarda tricolore era composta dai colori della città di Parigi, il blu ed il rosso, intrecciati co il colo bianco della monarchia. Parigi intedeva così sostituirsi al resto del paese rappresentando da sola una nazione intera. I parigini non potevano più contare sulla stessa autonomia degli abitanti delle altre città. Si erano troppo legati al potere centrale, nel bene e nel male. Napoleone ne trasse le conseguenze sottomettendo Parigi ad uno statuto speciale: senza sindaco né consiglio municipale, Parigi era sotto la tutela del prefetto della Senna e di un prefetto di polizia direttamente agli ordini del Governo. La centralizzazione continuò fino al XIX secolo e si accentò nel periodo della rivoluzione industriale e all’esodo rurale.

 

Le grandi opere del XIX secolo

Napoleone non ebbe il tempo per realizzare tutti i grandi progetti che aveva in mente per la capitale. Cominciò dall’Arco di trionfo, dalla Borsa, dalla colonna Vendôme, dai canali dell'Ourcq e dalle chiese di Saint-Martin e Saint-Denis. Fece distruggere le vecchie case dei ponti e la riva della Senna al fine di ritrovare un’ampia vista sul fiume.

In seguito alle guerre napoleoniche, Parigi fu occupata dal 1814 al 1815, cosa che non le accadeva più da 4 secoli. Con il ritorno dei Borboni la città conobbe un periodo di forte crescita: passò da 600 000 abitanti nel 1800 a un milione nel 1846.

Fu il Secondo Impero che trasformò Parigi in ciò che vediamo oggi. Napoleone II affidò a Georges Haussmann la direzione dei nuovi lavori dal 1853 al 1869. Il prefetto della Senna doveva fare di Parigi una grande capitale moderna, sul modello di Londra, adatta ai trasporti moderni, sana e piena di aree verdi. Distruggendo i vecchi quartieri medioevali Haussmann creò delle grandi vie che attraversavano la città da nord a sud e da est ad ovest.

Haussmann annesse i comuni periferici di Auteuil, Batignolles, la Villette e Charonne creando così l’attuale suddivisione amministrativa della città in 20 arrondissements (distretti). Questi nuovi quartieri ancora rurali furono urbanizzati rapidamente.

Tuttavia l’Impero terminò pietosamente nel 1870 a causa della guerra franco-prussiana. L’Imperatore fu arrestato e la Repubblica proclamata il 4 settembre 1870 con sede a Parigi.

Fu solo verso la fine del secolo che le acque si calmarono con l’inizio della II Repubblica. A partire dal 1878 le grandi Esposizioni Universali scandirono il grande progresso scientifico e tecnico del paese. Il clou di quella del 1889 fu proprio la costruzione del simbolo di Parigi, la Torre Eiffel. Questo evento segnò così la nascita dell’architettura in ferro. Nel 1910, invece, si termina la costruzione della famosissima Basilica del Sacro Cuore. Infine, la città conosce una nuova spinta culturale ed in particolare artistica con la presenza dei pittori impressionisti.

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